
Sbozzatura
di un blocco
di alabastro
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L'età dell'alabastro...
L'alabastro si trova nei colli circostanti, tra Volterra e Pomarance (Pisa). L'alabastro, ha radici antichissime, lavorato fin dall'età etrusco-romana, veniva usato in gran quantità per la produzione di, urnette cinerarie, spesso di notevole valore artistico.
L'alabastro conobbe il suo primo periodo di grande fortuna con l'inizio del Medioevo e si esaurì quasi totalmente per rinascere soltanto verso la metà del cinquecento, quando i maggiori scultori dell'epoca lo "riscoprirono" per le sue eccezionali doti di lavorabilità, e ne fecero grande uso nelle realizzazioni di opere di particolare pregio come tabernacoli, vasi, candelieri, ecc., fino ai secoli successivi, la cui produzione si orientò verso articoli di uso comune.
L'alabastro viene estratto dal sottosuolo, presentandosi in blocchi di forma spesso ovoidale, chiamati appunto "ovoli", è costituito da solfato di calcio idrato (CaSo4+2H2O) e la sua durezza è compresa tra 3 e 4 della scala Mohs. Tra le sue diverse colorazioni naturali si distingue l'assoluta bianchezza e la perfetta trasparenza dell'alabastro chiamato scaglione, che viene estratto in profondità.
Altre qualità di alabastro sono le pietre bianche, con le sue meravigliose venature trasparenti, e il bardiglio, pietra con venature più o meno accentuate sempre trasparenti, e le delicate agate di alabastro, traslucide e sfumate in calde tonalità di ambra.
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Lavorazione al tornio a mano
libera di un oggetto di alabastro
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